Beato Antonio Pavoni - il 9 aprile.
Beato Antonio Pavoni Sacerdote O.P. e martire
La città di Savigliano (CN) ebbe, nei secoli XIV-XV, un gruppo di suoi figli domenicani, che, con la loro qualifica d’inquisitori, diedero lustro alla città delle loro origini; essi furono i beati Antonio Pavoni, Pietro Cambiani, Bartolomeo Cerveri, tutti martiri, e il beato Aimone Taparelli.
Antonio Pavoni nasce, nel 1325, da una nobile famiglia. A 15 anni, invece di prepararsi per una professione redditizia, decise di farsi frate domenicano nel convento di Savigliano dove continuò a studiare; dieci anni più tardi fu ordinato sacerdote.
A 39 anni divenne "Inquisitore Generale" per la Lombardia, la Liguria e il Piemonte, succedendo a Pietro Cambiani. In un territorio come il Piemonte questa carica era molto importante: nelle valli alpine vivevano numerose comunità eretiche, e i loro rapporti con la Chiesa cattolica erano assai tesi.
In quell’epoca i Capitoli Generali domenicani richiedevano, per questo …Altro
Beato Antonio Pavoni Sacerdote domenicano, martire - Festa: 9 aprile
Savigliano, Cuneo, 1322/1325 - Bricherasio, Torino, 9 aprile 1374
Nacque a Savigliano (Cuneo) tra il 1322 e il 1325. Giovane ancora entrò nell’Ordine domenicano e, diventato sacerdote, venne destinato nel 1365 all’ufficio di inquisitore nelle regioni del Piemonte, Lombardia e Liguria, per salvaguardare l’integrità della fede messa in pericolo dai movimenti ereticali del tempo. Esercitò il suo ufficio con grande zelo e carità, e il 9 aprile 1374, a Bricherasio (Torino), venne ucciso con due colpi di pugnale. Il culto immemorabile reso al beato fu riconosciuto dal papa Pio IX nel 1856. La Diocesi di Pinerolo, nel cui territorio subì il martirio, celebra la sua memoria facoltativa il 9 aprile. Il calendario liturgio domenicano propone la memoria facoltativa del Beato Antonio Pavoni al 3 febbraio, unitamente ai Beati confratelli Pietro Cambiani da Ruffia e Bartolomeo Cerveri, anch'essi martiri per mano valdese. È sepolto nella chiesa domenicana di Racconigi (Cuneo).
Emblema: Palma
Martirologio Romano: A Bricherasio presso Pinerolo in Piemonte, beato Antonio Pavoni, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, mentre usciva di chiesa, dove aveva appena predicato contro le eresie, fu ferocemente trucidato.
La città di Savigliano, in provincia di Cuneo, ebbe nei secoli XIV-XV un gruppo di suoi figli, domenicani che con la loro qualifica d’inquisitori, diedero lustro alla città delle loro origini; essi furono il beato Antonio Pavoni, il beato Pietro Cambiani, il beato Bartolomeo Cerveri tutti martiri e il padre Aimone Taparelli.
Il beato Antonio Pavoni vi nacque nel 1325 ed entrò nel convento domenicano locale di s. Domenico, vi sono incertezze sulla sua vita fino al 1365, quando fu nominato inquisitore generale per il Piemonte, succedendo al beato Pietro Cambiani suo concittadino.
In quell’epoca i Capitoli Generali domenicani richiedevano per questo delicato ufficio una preparazione teologica e tomista, di ubbidienza ai superiori e un adeguato zelo per l’unità della Fede. Queste qualità non mancavano a padre Antonio Pavoni, il quale si dedicò al compito arduo, tanto da porre spesso la propria vita in pericolo, la posizione geografica di Savigliano dove risiedeva, gli favoriva il rapporto con le valli di Pinerolo, centro dei seguaci della Chiesa Valdese.
Fu priore del convento per due volte nel 1368 e 1372; nel 1374, il vescovo di Torino, Giovanni Orsini gli affidò per la quaresima, una predicazione nei paesi situati all’imbocco della Val Pellice; dopo aver visitato Campiglione, Bibiana e Fenile si recò per la Pasqua a Bricherasio; nella successiva domenica in Albis 9 aprile, dopo aver celebrato la Messa e predicato in questa parrocchia, fu assalito da alcuni eretici nella piazza del paese e ucciso; tumulato a Savigliano, il suo corpo ebbe una prima traslazione nel 1468 e dal 1832 è conservato a Racconigi nella chiesa dell'Annunziat e di San Vincenzo Ferreri, meglio nota come San Domenico, attigua all'antico convento domenicano.
Fu dichiarato martire nel 1375 da papa Gregorio XI e proclamato Beato con la conferma dell’antico culto da papa Pio IX il 4 dicembre 1856. Il Martirologio Romano ricorda il suo nome al 9 aprile, anniversario della sua nascita al Cielo. L'Arcidiocesi di Torino, nel cui territorio il Beato nacque ed è sepolto, sino alla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ne faceva memoria nella medesima data, mentre ad oggi non lo si trova più nel calendario diocesano. Solo la Diocesi di Pinerolo, in cui si trova Bricherasio, ha mantenuto la memoria facoltativa del Beato al 9 aprile. Il calendario liturgio domenicano, infine, propone la memoria facoltativa del Beato Antonio Pavoni al 3 febbraio, unitamente ai Beati confratelli Pietro Cambiani da Ruffia e Bartolomeo Cerveri, anch'essi martiri per mano valdese.
PREGHIERA
O Padre, che hai dato al beato Antonio Pavonio
la forza di rischiare la propria vita
per la tua parola e la testimonianza del Vangelo,
trasformaci con la potenza del tuo Spirito,
perché diventiamo veri discepoli e testimoni del Cristo Signore.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Autore: Antonio Borrelli
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L’episodio cui si fa riferire la speciale intercessione del Beato Antonio Pavoni per ritrovare gli oggetti smarriti, è riportato nel libretto di P. Innocenzo Venchi, “Il Beato Antonio Pavoni, martire domenicano” a pag. 55. Il conte Brianzo Taparelli non riusciva più a trovare la pergamena che attestava la sua restituzione di un forte debito. Si rivolse allora all’intercessione del Beato Antonio Pavoni. La notte successiva il martire gli indicò in sogno dove giaceva la pergamena. L’episodio grazioso è del secolo XV, ai tempi dell’inquisitore Pietro Sereni che lo ha tramandato. Da qui nacque la pia usanza dei saviglianesi di invocare il Beato per ricuperare oggetti smarriti.
PREGHIERA AL BEATO ANTONIO PAVONI per ritrovare gli oggetti smarriti Fiduciosi nel tuo patrocinio, ti invochiano, o Beato Antonio, in questa circostanza che ci rende ansiosi e turbati. Facci da guida nel ritrovare quanto abbiamo smarrito; ma soprattutto aiutaci a non allontanarci mai dall’amore del nostro Padre che sta nei cieli. Amen.